L’Europa che potrebbe nascere dopo l’UE

Lo scenario prospettato tempo fa da Guido Salerno Aletta potrebbe configurarsi nei prossimi decenni.
Di cosa parlava?
Di una “Confederazione di Stati sovrani europei” contrapposta all’Ue e alla Bce.
Chi abbia letto Piano contro mercato, anche soltanto la Prima Edizione, ricorderà lo scontro centenario tra Northern Range e Southern Range, che Filippo ed io prospettammo nel 1997 alla Cisl di Crotone.
Si tratta, in sostanza, di uno scontro tra fronte Sud e fronte Nord.
Oggi la Francia è notevolmente indebolita, mentre la Germania appare contraddittoria: al suo interno è in corso una dialettica molto forte, uno scontro altrettanto forte.
Da una parte gli industriali si stanno rinnovando; dall’altra Merz, che ricorda molto il nostro Draghi, continua con la “politica del riarmo”.
Sta emergendo un asse italo-tedesco, almeno sul piano industriale. Non politico, non finanziario: industriale.
Ora, se questo asse dovesse realizzarsi, l’unione tra Italia e Germania potrebbe attaccare la vera Medusa: l’asse Londra-Rotterdam-Parigi-Paesi Baltici-Polonia.
Quanto alla Russia, non pensiamola.
Ormai è proiettata verso l’Estremo Oriente.
Certo, in futuro potrà ancora fornirci gas e petrolio, talmente è ricca di materie prime. Ma per i prossimi anni non se ne parlerà. Ora occorre pensare all’Ue.
Se si realizzasse, lo ripeto, l’asse industriale italo-tedesco, esso potrebbe “trascinare” Spagna, Irlanda, Grecia, Turchia, Tunisia, Algeria, Egitto — con il Canale di Suez —, Italia meridionale, Golfo Persico, fino all’India e alla Cina e, più in generale, all’Estremo Oriente.
Non so se in Italia, a Roma o a Milano, qualcuno abbia raccolto l’eredità di Guido Salerno Aletta.
Noi, però, visto che era un nostro Maestro e un caro amico, dobbiamo raccogliere la sua eredità.
Per lui.

E per i nostri figli.

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