Sono uscito da tutti i social e dalla chat WhatsApp di pianocontromercato. Do informazioni solo a pochi amici e a poche amiche.
Perché? Studio storia economica, storia sociale e movimenti operai dal 1989. Dal 2012 scrivevo, insieme a un amico, di un processo storico che portava a una sorta di “accordo” tra Usa, Russia e Cina. Non una spartizione dei continenti, che è da sempre volontà Usa, ma un accordo commerciale, finanziario, tecnologico e marittimo. Un accordo che portasse fuori dal buco nero deflazionista dell’Ue, da una stagnazione ultradecennale, da guerre continue, massacri, genocidi, ricatti, morti misteriose, arresti (in Italia ne sappiamo qualcosa da decenni), verso un rilancio industriale, economico e commerciale mondiale. All’epoca lavoravo alla Provincia di Crotone. Le province erano state soppresse e non ci pagavano per 5-6 mesi. Me la sono vista brutta. Per fortuna è passato.
Ieri Romano Prodi, principale artefice, assieme a Draghi, Amato e altri, dello smantellamento dell’industria pubblica e dell’industria in generale sin dagli anni Novanta, della riforma bancaria e dello smantellamento, con centrosinistra e centrodestra, di istruzione, accademia, sapere, cultura e salario sociale globale di classe, era allarmato per quel che potrebbe succedere a Shenzhen a metà novembre. Ne parlo da giorni. Non bado al quotidiano.
Oggi Ezio Mauro su La Repubblica è scandalizzato: l’Ue tagliata fuori, faro di democrazia. Come si permettono?
La nuova Yalta è sulla bocca degli “scarafaggi”. Non sui siti “comunisti”, non sui social, in nessun altro posto. Per assistere allo spettacolo devo aspettare che un caro amico mi mandi i giornali. Intanto non si fa formazione marxista e non si parla dell’anniversario della Lunga Marcia. I processi storici hanno lunga durata, non quotidiana.
Per taluni, io sono un “rossobruno”.
