Infinito

Dio è il semplice e l’immediato: l’assoluto (l’infinito). Se Dio non fosse immediato, cioè assoluto, sarebbe condizionato (mediato) da un altro, dunque bisognerebbe arretrare a quest’altro e porre quest’altro come Dio. Dunque, bisogna pensare Dio come l’assoluto.
Nella Grande Logica (p. 58) Hegel definisce l’Essere come il cominciamento semplice e immediato.
A differenza di Dio (infinito), l’ente determinato (finito) non è libero: è «fatto» dall’oggetto con il quale interagisce.
Siamo sul piano della Negazione determinata. La negazione non dà come risultato il nulla. Non è la negazione dello scetticismo che nega tutto e si ritrova con niente in mano. La negazione nega qualcosa di determinato e restituisce un risultato positivo. La determinazione – Spinoza (Ep. 50) – è negazione - determinatio negatio est - perché mentre qualcosa si presenta nella sua individualità propria, questo qualcosa separa e nega da sé ciò nei cui confronti si differenzia.
Nella Grande Logica (I,36) Hegel dice che il negativo è insieme anche positivo. Quello che si contraddice non si risolve nello zero, nel nulla astratto, ma si risolve essenzialmente solo nella negazione del suo contenuto particolare. Una tale negazione non è una negazione qualunque, ma la negazione di quella cosa determinata che si risolve (si ri-leva), ed è perciò negazione determinata. Nel risultato è contenuto quello da cui esso risulta.
L’ente determinato che viene negato non è tolto come inessenziale. Al contrario, solo includendo nella determinazione dell’ente anche ciò che lo nega determinatamente si arriva a conosce l’ente nella sua verità.
Ne consegue che l’ente determinato non è libero alla maniera in cui è libero Dio.