La Cattiva Possibilità. Una pagina di Spettri di Marx

Inviato da Leo Essen il Gio, 10/09/2020 - 17:22

 

Alcuni hanno considerato Spettri di Marx il libro più importante scritto nell’ultimo mezzo secolo da un filosofo di primo piano e dedicato a Marx. Altri, soprattutto marxisti, hanno considerato questo libro come l’occasione per un’adesione (sempre che si tratti di adesione) tardiva di Derrida al marxismo, adesione in grado di nobilitare una carriera votata a un nichilismo inconcludente.

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Il debito pubblico italiano è uno Schema Ponzi

Inviato da Leo Essen il Sab, 29/08/2020 - 22:05

 

Italia, terra di santi, di poeti e navigatori, ma soprattutto di ragionieri.

Da quando i dati sono largamente accessibili nella loro presunta forma grezza (o neutra) tutti ci siamo riscoperti analisti economici.

Basta accede a una della banche dati disponibili – Eurostat, Banca mondiale, Ocse, Banca d'Italia -

per dotarsi di una razione ragionevole di dati per dimostrare qualsiasi teoria.

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Stirner: my self-enjoyment

Inviato da Leo Essen il Sab, 22/08/2020 - 09:04

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A più di un secolo e mezzo dalla sua apparizione il fascino dell’Unico di Stirner è intatto. Le pagine più belle sono quelle del penultimo paragrafo – il cui titolo, nella traduzione inglese, suona come lo slogan della Coca Cola: MY SELF-ENJOYMENT.

L’uomo aspira a diventare qualcosa di diverso da ciò che è.

Ma che cosa? - chiede Stirner – forse aspira ad essere Buono, Bello, Vero?

Fiorini, Quattrini e Piccioli. Il sistema monetario europeo nel Trecento

Inviato da Leo Essen il Gio, 30/07/2020 - 11:10

A Firenze i salari, anche se pagati in moneta aurea, erano contrattati in moneta piccola (o piccioli), così come in moneta picciola erano, perlopiù, espressi tutti i prezzi interni.

In una città-stato come era Firenze nel Duecento la maggior parte della produzione era destinata al commercio internazionale, e in questo commercio non erano certo i piccioli a essere accettati come corrispettivo.

Il lavoro c'è, se non lo trovi è solo colpa tua

Inviato da Eugenio Donnici il Gio, 23/07/2020 - 15:34

Una delle prediche che i giovani si devono sorbire, quando conseguono un diploma o una laurea, è quella che non sono preparati per entrare nel mondo del lavoro - detta brutalmente «Non sanno fare niente!». Si tratta di una critica disarmante, e per certi aspetti pericolosa, poiché butta fango sul sistema educativo in generale e denigra il bagaglio culturale di chi segue i percorsi formativi delle scuole secondarie e quelli universitari.